
Una svolta alla cura del dolore cronico nella fibromialgia?
Introduzione
Uno studio molto ampio, finanziato dal consiglio europeo della ricerca 2019- 2024, ha rivelato novità importanti riguardo l’origine e mantenimento del dolore cronico, in particolare, nella fibromialgia. In questo articolo ti spiegherò in maniera molto semplice, il significato per te , che probabilmente hai dolore, di questa rilevante scoperta. Si è scoperto che le cellule di rivestimento dei nervi (swann) possiedono in superficie un sensore (TRPA1) capace di generare neuroinfiammazione nel midollo e nel cervello, mantenendo e amplificando così il dolore e i disturbi dell'umore. Agendo con terapie adeguate su questo sensore si può compiere un'azione terapeutica vincente.
Alla luce di queste nuove informazioni ben si capisce perché l’ ozonoterapia, nel trattamento della sindrome fibromialgica, risulta particolarmente utile. Ti spiegherò anche quello.
Perché è importante questa scoperta?
Perché l'attivazione di questo sensore, provocata da stimoli dolorosi, chimici, termici o da stress ossidativo, amplifica il dolore e crea neuroinfiammazione. Quest'ultima, a sua volta, è uno dei cardini principali del dolore fibromialgico, dei disturbi dell'umore, di memoria e concentrazione. Dell'importanza della neuroinfiammazione già si sapeva da qualche anno. Ultimamente è stata confermata al congresso di Vienna sulla fibromialgia dalla professoressa Flaminia Coluzzi. (Marzo 2025).
La stimolazione del sensore TRPA1 ne è responsabile producendo sostanze infiammatorie, radicali liberi e provocando una reazione dei nostri anticorpi.
Queste scoperte sono decisamente recenti e rivoluzionarie, e stanno cambiando il modo in cui comprendiamo e trattiamo il dolore cronico.
Ma allora come si può evitare l'attivazione del sensore TRPA1 o disattivarlo?
Proprio per questo scopo sono allo studio nuovi farmaci che dovrebbero sostituire gli oppioidi con molto meno effetti collaterali. Si spera che presto possano essere disponibili.
Appare evidente quanto sia comunque importante agire sulle cause dell’ attivazione per contrastarla. Queste riassumendo sono:
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Infiammazione
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Stress ossidativo
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Sostanze chimiche quali formaldeide e acroleina (quest'ultima contenuta nel fumo di sigaretta)
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Freddo
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La reazione immunitaria
Ma in pratica come possiamo intervenire?
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Con una dieta antinfiammatoria e specifica x la fibromialgia
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Evitando di fumare
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Detossificandosi
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Con l’uso di sostanze naturali antinfiammatorie tipo curcuma, zenzero, moringa (se non ci sono controindicazioni)
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Con antiossidanti
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Con un'integrazione specifica
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Curando la disbiosi
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Possibilmente facendo ricorso all’ ozonoterapia
E possibile che l'ozonoterapia risulti così utile nella cura della fibromialgia proprio perché agisce inibendo i meccanismi di attivazione del sensore e della neuroinfiammazione?
Certamente sì perché questa disciplina medica naturale, che si fonda sulle capacità terapeutiche dell'ozono, (e priva di effetti collaterali) ha un forte potere
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Antinfiammatorio
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Antiossidante
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Di modulazione del sistema immunitario proprio i principali fattori responsabili dell' attivazione del sensore.
Ha anche un'azione protettiva sulle cellule nervose stimolando i fattori di crescita e le cellule staminali.
Oltre queste considerazioni quali altri importanti effetti terapeutici svolge nella cura della fibromialgia?
Sembra Fatta apposta per correggere le principali alterazioni sempre presenti in questa patologia:
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Decontrae i muscoli
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Apporta ossigeno e migliora la circolazione
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Ha azione antidolorifica
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Detossifica
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Aumenta l’energia fisica e cellulare ripristinando la salute dei mitocondri che la producono
Parlando di fibromialgia un recente studio clinico del prof Tirelli e prof Franzini ,svolto sotto il controllo della SIOOT, ha evidenziato come il 70% dei partecipanti beneficia di importanti vantaggi in termini di riduzione del dolore, aumento di energie e miglioramento dell’umore.
Ma non è il solo, ne esistono altri, di fonti scientifiche diverse, dove i risultati positivi e le percentuali risultano praticamente sovrapponibili a conferma dell'attendibilità.
Io stesso, dott Furio Di Palma, che mi interesso e mi occupo della cura della fibromialgia da oltre 15 anni, (autore di un libro sull' argomento) ho potuto verificare risultati sempre più promettenti con questa terapia. La profonda conoscenza scientifica e clinica dell’ ossigeno- ozonoterapia e dell'evoluta medicina antiaging (sono da molti anni specializzato in entrambe) mi consente un intervento più incisivo in aiuto al paziente. L‘esperienza, l'aggiornamento e l’amore per il mio lavoro fanno il resto.
Ci sono anche altre nuove scoperte per la cura della fibromialgia, mi riprometto di sviluppare presto altri articoli perché ti possano essere di aiuto.
Una delle tante storie di successo:
Marcella ( il nome e inventato per la privacy)
Viene da me in visita circa un anno e mezzo fa in compagnia di un amica già mia paziente . Era stata fatta diagnosi di fibromialgia da due reumatologi cui aveva precedentemente chiesto aiuto. Non potevo che confermare, era corretta. Le terapie con farmaci, più volte modificate, non avevano dato risultati. Avevano invece indotto effetti collaterali quali eccessiva sonnolenza e accentuato i problemi intestinali.
Manifestava tipicamente dolori intensi dappertutto, stanchezza infinita e una forte depressione, insonnia, oltre a una serie di disturbi minori.
Le spiegavo che l'ozonoterapia in genere dava buoni risultati senza effetti collaterali . Che per un risultato ottimale era importante seguire in contemporanea un'alimentazione antinfiammatoria e specifica per la sindrome fibromialgica, le proponevo di bere dell'acqua ozonizzata per ripristinare al massimo l' asse intestino cervello, un'integrazione graduale per poter monitorare meglio i risultati. Era motivata, accettava e si metteva d' impegno. Dopo le prime sessioni di cura con i miei collaboratori vedo la sua amica e le chiedo di lei. Con piacere e soddisfazione scopro che stava molto meglio e che èra addirittura andata in gita in montagna. Alla visita successiva constato che sono spariti i dolori e la forte depressione, dorme la notte. Adesso non è più single ha un compagno, finalmente sorride. Permane però ancora, seppur migliorato, uno stato di affaticamento. Questa volta faccio ricorso alla mia competenza in funghi medicinali. Dopo solo una settimana di assunzione mi chiama per ringraziarmi perché anche quel disturbo è sparito . Attualmente sta benissimo e non salta un solo appuntamento di mantenimento.
Grossa soddisfazione per un medico, professionale e umano.
Anche se casi come questo non sono affatto rari faccio presente che non tutti rispondono così velocemente e in modo importante perché il livello di successo dipende da tre fattori
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La presenza di alcuni geni che condizionano le risposte ( in un prossimo articolo parlerò anche di questi studi).
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la costanza del paziente nel seguire la terapia corretta e le indicazioni date
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L ‘ ambiente di vita del paziente, più o meno stressante.
Di una cosa però sono sicuro:
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di utilizzare le tecniche più potenti, promettenti e non nocive.
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Di avere un'ottima competenza e molte armi a disposizione
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Di riuscire quasi sempre, col massimo impegno, a rendere la vita più piacevole e vivibile. A far sorridere
Conclusione
Ci sono nuove scoperte per la cura della fibromialgia e terapia del dolore. Studi scientifici hanno evidenziato come un sensore TRPA1, già conosciuto in altre sedi, sia presente anche nel rivestimento dei nervi. La sua attivazione è responsabile dell'accentuazione del dolore, della neuroinfiammazione del cervello e conseguente ansia, depressione , difficoltà a ricordare e di concentrazione. Già si conoscono le cause di attivazione del sensore , logico quindi agire su queste per un miglioramento stabile dei sintomi. Un aiuto concreto può darlo un medico specialista in ossigeno ozono terapia con la potente azione antinfiammatoria, antiossidante, di modulazione anticorpale e neuroprotettiva di questa disciplina scientifica. Ma, al di fuori di queste recenti scoperte, l’ozono risulta altresì utile per correggere positivamente altre importanti alterazioni sempre presenti nel paziente fibromialgico..
Data la rilevanza di queste scoperte, il sensore TRPA1 è al centro di promettenti studi sulla neuropatia chemioterapica, infiammazioni del nervo sciatico, emicranie ecc.

