Introduzione
Nuove cure della fibromialgia? Già in precedenti articoli avevo spiegato che uno studio recente, condotto in collaborazione tra le università di Genova e Verona, utilizzando evolute tecniche genetiche, aveva stabilito l'origine autoimmunitaria della sindrome fibromialgica. Grossa e importante scoperta per la cura . Ora, sempre studi genetici rivelano altre verità su questa patologia. Questa volta riguardanti il dolore. Si aprono nuove speranze. I geni influenzano la nostra salute e le nostre patologie. Non possono essere eliminati ma può essere silenziato o potenziato il loro effetto. Alcune loro alterazioni, chiamate varianti, determinano una maggior sensibilità al dolore come nella fibromialgia. Ti spiegherò, sempre in maniera semplice, in base a queste scoperte, come si può agire su questi geni sia con la terapia sia con le modalità di vita , come disattivarli, come stare meglio.
Quali sono le scoperte scientifiche?
Durante il congresso internazionale Pain Medicine, a Long Journey (Firenze, settembre 2025), è stato presentato uno studio europeo che ha identificato SLC45A4 come uno dei 29 geni associati alla genesi del dolore cronico. Forse il più significativo. Agisce come amplificatore della sua percezione. Questo gene è stato evidenziato in un’analisi genomica condotta su oltre 10.000 pazienti affetti da fibromialgia, lombalgia cronica, e artrite reumatoide e sembra codificare un trasportatore cellulare delle poliammine. Molecole biologiche che influenzano i recettori nervosi proprio del dolore, determinando una maggiore sensibilità agli stimoli dolorosi. In queste patologie questi geni sono più rappresentati
Quali sono le nuove prospettive terapeutiche?
La scoperta di SLC45A4 ha già stimolato lo sviluppo di farmaci non oppioidi e terapie personalizzate. Tra le novità:
- Suzetrigina: molecola sperimentale che agisce indirettamente su vie modulate da SLC45A4, attualmente in fase 2 per dolore neuropatico
- Ciclobenzaprina sublinguale: approvata nel 2025 come primo trattamento specifico per fibromialgia, con efficacia maggiore nei pazienti portatori della variante SLC45A4
Quali sono le prospettive future per il trattamento della fibromialgia alla luce di queste scoperte?
- L’intelligenza artificiale e la genomica stanno permettendo di creare profili genetici del dolore, così da scegliere la terapia più adatta per ogni paziente.
- Si ipotizza che in futuro si potranno testare i pazienti per la mutazione SLC45A4 e adattare il trattamento di conseguenza.
Come si possano disattivare queste mutazioni genetiche?
Secondo il Comitato Fibromialgici Uniti, l’espressione di SLC45A4 può essere modificata da fattori ambientali:
- Stress cronico
- Privazione del sonno
- Dieta ricca di glutammato
- Esposizione a inquinanti e tossine.
Ovvio quindi che un miglioramento può già essere ottenuto senza nuovi farmaci, correggendo questi fattori che influenzano negativamente la gravità dei sintomi.
Come si possono correggere questi fattori?
Normalmente , sui miei pazienti fibromialgici , anche prima di queste scoperte, intervenivo con ottimi risultati in questo modo:
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Con una dieta antinfiammatoria specifica per la fibromialgia e perciò già povera di glutammato
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Ripristinando il sonno con una calibrazione personalizzata dei vari tipi di melatonina, neurotrasmettitori e ozonoterapia
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Contrastando lo stress con ozonoterapia e funghi medicinali
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Detossificando l'organismo con l’ ozonoterapia
Quest' ultima evoluta disciplina medica, dati i suoi potenti e molteplici effetti terapeutici, rappresenta un fattore irrinunciabile nel trattamento. Sono talmente importanti che vale la pena elencarli:
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Detossificazione
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Contrasto radicali liberi
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Neuroprotezione
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Effetto antalgico e antinfiammatorio
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Miglioramento della circolazione
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Rigenerazione cellulare e tissutale
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Apporto di ossigeno
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Modulazione anticorpale
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Effetto miorilassante
Vorrrei farti notare che tutti questi effetti, dico tutti, correggono altrettante alterazioni sempre presenti nel paziente fibromialgico.
La mia doppia specializzazione in ossigeno-ozono-terapia e medicina antiaging rappresenta un connubio, complementare e sinergico, per affrontare con successo la sindrome fibromialgica. Il tutto in modo naturale olistico, sano ed efficace.
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📌 Conclusione
La scoperta del ruolo di SLC45A4 nella fibromialgia rappresenta un passo decisivo verso una medicina personalizzata del dolore. Non si tratta più solo di trattare i sintomi, ma di intervenire sulle cause biologiche profonde, con terapie mirate, personalizzate e predittive.
Con questa prospettiva, nel trattamento della sindrome fibromialgica, l’ozonoterapia può essere di valido aiuto. Una concomitante conoscenza approfondita anche dell’ evoluta medicina antiaging da parte del medico rappresenta un arma in più per risultati superiori. Questo perché le due discipline mediche sono efficacemente complementari e sinergiche. Dato che questa patologia non è rappresentata solo da dolore insieme contrastano al meglio tutti i molteplici disturbi invalidanti.
Fortunatamente Il trattamento della fibromialgia non è più un mistero irrisolvibile.


